Una nuova area, deputata alla raccolta delle ceneri, esprimerà l’attenzione della Chiesa nei confronti di coloro che hanno scelto di essere cremati: non disperderne le ceneri, ma accumularle, custodendone la memoria ed essere luogo del ricordo per la preghiera e la speranza. Un progetto che ha coinvolto la Chiesa di Bologna, i Servizi cimiteriali del Comune di Bologna, la Fondazione Lercaro e il Centro Studi per l’architettura sacra.
«Nel “Cinerario cattolico” l’aggettivo “cattolico” sottolinea il messaggio che viene dal Vangelo. Tutto il cimitero è campo santo, perché accoglie coloro che “dormono” nell’attesa di essere risvegliati il giorno della Risurrezione. Ma questa nuova area vuole esprimere l’attenzione della Chiesa nei confronti di coloro che hanno scelto di essere cremati: non disperderne le ceneri, ma accumularle, custodendone la memoria, ed essere luogo del ricordo per la preghiera e la speranza ». Così monsignor Stefano Ottani, presidente dell’Amministrazione ecclesiastica della chiesa della Certosa, sottolinea il significato di quel Cinerario cattolico di cui ha benedetto venerdì scorso la croce nel Campo Nuovo della Certosa, primo segno visibile dell’avvio del cantiere. «La Chiesa ha consentito la cremazione, ma non ritiene giusto disperdere le ceneri, perché ciò è contrario alla dignità della persona – aggiunge Claudia Manenti, architetto progettista assieme a Sergio Cariani -. Ci sarà quindi un luogo deputato alla raccolta delle ceneri, cioè un cinerario comune, e di fianco un “Libro della vita”, una struttura che raccoglie i nomi di coloro i cui resti sono custoditi nel cinerario. A fianco, ci sarà un’immagine mariana che si ricollega a quella a a noi tanto cara della Madonna di San Luca e un luogo per la celebrazione eucaristica». «Siamo molto contenti perché la Fondazione Lercaro e il Centro Studi per l’architettura sacra hanno contribuito e contribuiranno alla realizzazione di questo progetto – afferma monsignor Roberto Macciantelli, presidente della Fondazione Cardinal Lercaro -. È una bella possibilità, sia dal punto di vista artistico, sia perché la missione del Centro Studi è quella di annunciare la speranza e il Vangelo attraverso le forme artistiche». «Lavorando da tanti anni nella chiesa della Certosa – racconta padre Mario Micucci, passionista, rettore di San Girolamo della Certosa – ogni giorno trovo persone che chiedono spiegazioni circa la possibilità di cremazione. Finalmente abbiamo la gioia di poter iniziare questo nuovo Cinerario che metterà insieme in maniera nominale le ceneri di chi vorrà conservarle. Ciò darà risposta a tanti fedeli che non saprebbero dove lasciare i propri resti non avendo discendenti o persone vicine che si possano prendere cura di loro. Un bell’aiuto, che dura nel tempo». «Il progetto è nato circa un anno fa, coinvolgendo la Diocesi spiega Cinzia Barbieri, direttore generale Bologna servizi cimiteriali – questo è un luogo in cui sono identificate le persone raccolte nel cinerario, ma anche uno spazio verde dove sono presenti panchine, fiori, una bellissima croce; potrà anche accogliere riti religiosi e d’estate si potranno celebrare Messe».