Dal 24 al 28 agosto ad Albino (Bg)

Il coraggio di essere anziani

La settimana di formazione permanente dei sacerdoti del S. Cuore (Dehoniani)

Dal 24 al 28 agosto si è svolta ad Albino (Bg) l’annuale settimana di formazione permanente dei sacerdoti del S. Cuore (Dehoniani), non riservata, ma aperta. L’argomentazione che accompagnava il volantino con il programma sollecitava proprio la partecipazione.

Per chi è scritto il Vangelo? Chi può accogliere il messaggio di speranza e l’impegno della testimonianza che esso porta con sé? È scritto per i giovani? Per gli adulti? Per gli anziani? Entro quale età posso ritenermi destinatario del messaggio di vita di Cristo? Lo sappiamo – ma facciamo fatica a comprenderlo appieno – il Vangelo è scritto per tutti. Che significa: il presente di ciascuno è sempre il tempo giusto, il kairòs, per gustare la speranza evangelica. A volte sembra più difficile, a volte risulta più immediato. Ma non ci sono “nonostante” che possano disinnescare la speranza che ci è data.

Approfondire l’età dell’anzianità diviene quindi un atto dovuto e ovvio, perché spesso risulta proprio quella fase della vita che definiamo “critica”, dove sottolineiamo volentieri l’autonomia perduta, tralasciando di mettere a fuoco le opportunità che si aprono. Riflettiamo insieme su come (ri)trovare il coraggio di essere anziani. Ero presente, assieme a Patrizia Tarozzi dell’equipe diocesana anziani, a suo marito Gabriele e a tanti dehoniani, alcuni molto anziani, altri meno, altri ancora nel vigore dell’età adulta.

Bellissimo il posto, cordialissima l’accoglienza nelle giornate, profonde le relazioni di persone competenti e testimoni, efficace il confronto tra tutti. La ricchezza dei 5 giorni è stata così intensa, che non solo è auspicabile che il prossimo anno la partecipazione di laici possa essere più larga, ma non è opportuno limitarne la fruizione solo a chi era presente.

INTERVISTE – Padri Dehoniani ospiti della Casa di accoglienza di Bolognano (Tn)

Buona riflessione e molto rinnovato coraggio per tutti noi.

Beatrice Draghetti