Lo scrittore e pastoralista Paolo Curtaz, all’interno di una iniziativa promossa dai parroci di S. Giacomo Fuori le Mura-S. Lorenzo e Madonna del Lavoro-S.Gaetano, ha offerto una riflessione a partire dal versetto del Vangelo di Luca «Ci ardeva il cuore mentre ci spiegava le Scritture». Le piste di lavoro si sono sviluppate attorno a due sollecitazioni: ‘Dimmi chi ascolti e ti dirò chi sei’ e ‘La Sacra Scrittura tra le mani: liturgia e ascolto personale’.
È urgente riprendere il dialogo con Dio: riaprire la Sacra Scrittura. Porsi davanti alla Bibbia come di fronte ad una Persona che ci parla del suo amore per noi. Nella consapevolezza che «L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo» e di come, dopo un momento di entusiasmo post Concilio Vaticano II per la Sacra Scrittura, se ne è affievolito l’interesse (come ironicamente afferma Paul Claudel «Il rispetto del popolo di Dio verso la Scrittura è enorme e si manifesta soprattutto nel tenersene a debita distanza!»), come pastori delle comunità di San Giacomo fuori le mura-San Lorenzo e Madonna del Lavoro-San Gaetano, ad inizio anno pastorale 2025-2026, abbiamo chiesto allo scrittore e teologo pastoralista Paolo Curtaz una riflessione a partire dal versetto del Vangelo di Luca «Ci ardeva il cuore mentre ci spiegava le Scritture», che ha sviluppato in due incontri. Una prima parte sul tema «Dimmi chi ascolti e ti dirò chi sei: la centralità della Parola di Dio» è stata a San Giacomo Fuori le Mura e una seconda su «La Sacra Scrittura tra le mani: liturgia e ascolto personale» a Madonna del Lavoro (entrambi gli interventi sono a disposizione sulle pagine social delle parrocchie).
Il relatore, non solo ci ha ripresentato la Scrittura come «lettera d’amore» di Dio per l’umanità, ma ha richiamato come, senza negarne la complessità, è Parola per tutti, Rivelazione da parte di Dio, da leggere dentro il cammino di un popolo. Quindi ha affrontato i temi dell’ispirazione, redazione, genere letterario, progressione della rivelazione, il canone e i testi apocrifi, di come tutto va letto alla luce della piena rivelazione in Cristo. È stato poi il tempo di affrontare direttamente la Parola pregandola, mantenendo l’equilibrio fra la conoscenza (la Parola in sé) e l’accoglienza personale e comunitaria (la Parola per me).
Una Parola che mi coinvolge direttamente, mi accompagna illuminando il cammino. A disposizione del mio ascolto anzitutto nella Liturgia, nella celebrazione comunitaria dell’Eucaristia, senza trascurare la Lectio Divina, la preghiera personale (almeno dieci minuti al giorno, magari utilizzando il Vangelo del giorno) così da conoscere, meditare, pregare e agire la Parola di Dio. Così da costruire e custodire quel «metroquadro » intorno a me di comunione/pace con Dio, me stesso, gli altri e il Creato di cui davvero abbiamo tutti estremo bisogno e che, se ognuno provvede, alimenta la Speranza in tutti. Il fatto che il nostro cardinale arcivescovo ci abbia consegnato la Nota pastorale 2025-2026 «Sua Madre disse ai servitori: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”» incentrata sulla Sacra Scrittura ha reso ancor più preziose le riflessioni che Curtaz ci ha offerto per il nostro cammino personale e comunitario.
«Se la Bibbia rivela il cuore di Dio, è ovvio che solo chi si lascia toccare il cuore ne comprende il senso vero. Giovanni, il discepolo che Gesù amava, scrive: “Chi non ama non può conoscere Dio, perché Dio è amore”. Così è anche con la Bibbia, che va letta e riletta, appunto come si fa con una lettera d’amore. Chi ama, infatti, desidera cogliere ogni tratto, ogni sfumatura, ogni tensione, ogni avvertimento, ogni suggestione della persona amata. La Sacra Scrittura va frequentata allo stesso modo in cui i discepoli frequentavano Gesù, con la stessa familiarità, con la stessa assiduità, con la stessa fiducia» (dalla Nota pastorale 2025-2026 dell’arcivescovo Matteo Zuppi).