Lo si dice pensando alla zia, a papà e mamma, al nonno, spesse volte ai preti e alle loro prediche … Che male c’è poi a ripetere sempre le stesse parole? Dipende!
Ricordo, per esempio, quelle di mio padre e mia madre. Nel saluto di congedo, le poche volte che facevo visita alla famiglia, mio padre mi salutava così, in un dialetto facile: fa mò bèn! Era una grande e bella parola, quasi da “padre spirituale”. Mia mamma sussurrava: vin mò a cà, quant at vu! che tradotto significa: vieni a casa, quando vuoi! Sempre la stessa parola. Chissà che voglia aveva di vedermi, di darmi da mangiare, di parlare … eppure diceva sempre: vieni a casa, quando vuoi! Oggi, pensandoci, ci vedo amore, amore che non incatena, che non ti toglie libertà e, a volte, errori. C’è un “altro” che ripeteva sempre le stesse parole. Se vi è capitato di leggere il Vangelo o anche soltanto il racconto della passione di Gesù, scoprite chi è! Allora cito: “Gesù lasciò i discepoli e allontanandosi di nuovo pregò per la terza volta dicendo ancora le stesse parole”. Erano parole appassionate, che terminavano sempre con questa: “Padre, sia fatta la tua volontà”. La ripetiamo sempre anche noi quando diciamo il Padre nostro e, seppur ripetuta tante volte … non ci stanca mai, anzi, ci fa solo bene! Non so se avete familiarità con la preghiera dei Salmi che si trovano nella Bibbia e anche nelle preghiere della Chiesa. Ebbene, i Salmi non sfuggono alla buona abitudine della ripetizione. Per esempio, il salmo 136 ha questa espressione: “il suo amore è per sempre”. Se tirate dritto e lo leggete tutto, trovate che la parola è ripetuta 26 volte. Penso che ci stanchiamo più noi a ripeterla, che il Signore ad ascoltarla. Da vecchio, va da sé che ripeto sempre le stesse parole, tirando in ballo le mie esperienze, le parrocchie, gli incontri o i viaggi …”. Capisco che un po’ più di sobrietà non guasterebbe, ma è veramente dura! Tuttavia, ci provo, aiutato dal salmo che dice: “Venuta la vecchiaia e i capelli bianchi, o Dio, non abbandonarmi, fino a che io annunci la tua potenza, a tutte le generazioni le tue imprese”. Le imprese di Dio, e non le mie! Beh, quelle posso (debbo) ripetere!
Don Franco Govon
