Questa scoperta per me è stata una rivoluzione che ha avuto una ricaduta esistenziale fortissima. E mi emoziona ancora ricordare.
Mi ha fatto un certo effetto realizzare che per la prima volta abbiamo un papa più giovane di me.
Ci ho ripensato mercoledì scorso, ascoltando la sua seconda riflessione sulla Dei Verbum, sul tema della rivelazione…
Se avesse qualche anno di più e avesse vissuto anche il “prima” del Concilio e fosse stato educato sul catechismo di Pio X, non parlerebbe di “Dio che si rivela” col tono di una acquisizione tranquilla, da sviluppare diligentemente con passi biblici.
Per me questa scoperta è stata una rivoluzione che ha avuto una ricaduta esistenziale fortissima. E mi emoziona ancora ricordare.
Nella mia infanzia e adolescenza, si parlava di Dio in un altro modo, con espressioni filosofiche e sicure.
*“Chi è Dio?
Dio è l’essere perfettissimo creatore e Signore del cielo e della terra
*Che significa perfettissimo?
Perfettissimo significa che in Dio è ogni perfezione senza difetto e senza limiti, ossia che egli è, potenza sapienza e bontà infinita.
Parlare di Dio in questo modo non faceva di certo “battere il cuore”, né alimentava quel rapporto di amicizia fra Dio e gli uomini, su cui papa Leone si è soffermato nella prima riflessione, e certamente non ha come fondamento un Dio che si rivela!
Per me fu una scoperta straordinaria l’idea che Dio si rivela, si fa conoscere, ci dice lui stesso chi è.
Oggi, forse, i giovani che non hanno vissuto quella “rivoluzione” – forse anche il Papa- non possono immaginare, credo, cosa abbia voluto dire per noi l’acquisizione che è Dio che si rivela, non noi che ci arrampichiamo sugli specchi per scoprire qualcosa di lui!
Dio si fa conoscere. Nella Bibbia rivela se stesso.
Non siamo noi che con dei ragionamenti cerchiamo di cogliere qualcosa di Lui: si tratta di ascoltare un Dio che parla agli uomini e nella sua Parola fa conoscere qualcosa di sé.
Alla domanda “Chi è Dio?” non c’è una risposta astratta, chiara e distinta. Se io cerco Dio, devo cercarlo anzitutto nella sua Parola, nella Scrittura.
Scrutare le Scritture, come dicevano i Padri.
L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo.
E allora non si è mai finito di scoprire qualcosa di lui…
Noi eravamo stati educati a credere a verità di fede, formulate in modo che ormai risultavano astratte e lontane. Eravamo più abituati a dire delle preghiere che a pregare. Dio che rivela se stesso era dunque qualcosa di nuovo, di affascinante e di entusiasmante.
Cominciai a leggere la Bibbia, che finalmente la Chiesa ci aveva messo in mano, con la passione di chi cerca in quelle pagine il volto di Dio, convinta che proprio in quelle pagine lo avrei potuto intravvedere.
Giancarla Matteuzzi