Fra i martiri dei primi secoli del cristianesimo, che pure appartengono a diverse fasce di età (fanciulli, adolescenti, donne e uomini nella maturità), non sono pochi anche gli anziani che dimostrano, nonostante l’oggettiva fragilità della loro condizione, grande coraggio e determinazione nel professare la loro fede in Cristo anche di fronte a torture e supplizi.
Il martirio (termine che significa ‘testimonianza’) nei primi secoli del cristianesimo è una realtà diffusa, in quanto, nell’ambito dell’Impero Romano, tale religione non è considerata ‘lecita’, ed è, pertanto, oggetto di persecuzione; così sarà, di fatto, fino all’epoca di Costantino. Sul martirio ci è stata tramandata una vasta letteratura, che si suole suddividere in ‘Atti’ (Acta: scarni resoconti degli interrogatori resi dai cristiani davanti alle autorità romane) e ‘Passioni’ (Passiones: narrazioni molto più ricche di particolari e, talvolta, romanzate). «Il Signore volle – ricordava S. Agostino – che nel martirio fossero rappresentate tutte le età ed entrambi i sessi: furono coronati vecchi, giovani, adolescenti, fanciulli, uomini e donne[1]. E altrove, a conclusione di un bel passo, tutto platonico, sulla ‘bellezza’ del vecchio giusto, notava, specificamente, che molti cristiani avevano subito il martirio quando erano vecchi»[2]. Troviamo dunque, fra i numerosi testi sul martirio, la notizia della presenza di non pochi anziani.
Il Martirio di Policarpo è una delle più antiche ‘Passioni’, e descrive le vicende di un personaggio all’epoca assai noto (gli è attribuita, fra l’altro, una Lettera ai Filippesi, un testo di grande importanza e spessore): Policarpo, che, secondo fonti antiche, sarebbe stato discepolo dello stesso apostolo Giovanni, e istruito dagli apostoli, i quali lo stabilirono vescovo di Smirne, importante comunità dell’Asia Minore. Il resoconto del suo martirio è dato in una lettera della chiesa di Smirne a quella di Filomelio, in Frigia, scritta poco dopo i fatti. Il suo martirio avrebbe avuto luogo sotto il regno di Marco Aurelio (155/156? 177?). «Policarpo è molto vecchio, ma ancora integro e vivace. Quando le guardie vanno a catturarlo per condurlo allo stadio, dove subirà processo e martirio, “sentitele arrivare, scese e si mise a parlare con loro; e tutti i presenti erano perplessi nel vedere la sua età avanzata e la sua pacatezza, e si chiedevano se fosse valso tanto dispiego di forze per arrestare un simile vegliardo” (VII,2). Giunto allo stadio tra la folla in tumulto, il proconsole “cercava di persuaderlo ad abiurare, dicendo: ‘Abbi riguardo per la tua vecchiaia’ ed altre simili cose che essi sono soliti dire: ‘Giura sulla fortuna dell’imperatore, pentiti!’” (IX,2). È importante anche il versetto successivo: “Il proconsole, incalzandolo, fece: ‘Giura e ti lascio libero, maledici Cristo!’. E Policarpo: ‘Sono ottantasei anni che lo servo e non mi ha mai fatto torto. Come posso bestemmiare il mio re e salvatore?’” (IX,3). […] Il “non mi ha mai fatto torto” si dice anche di Gesù (cf. Mc 15,14 parr.: Pilato; Lc 23,41: il ‘buon ladrone’). Il vecchio vescovo ha inteso la sua lunga vita come un servizio a Cristo, e Cristo, come re e salvatore, ha accolto questo servizio di un’intera lunga vita con una benevolenza cui non si può rispondere che con somma gratitudine. Si continua a discutere se questa dichiarazione del martire si riferisca alla sua intera vita o al tempo successivo della sua conversione; e poiché il servizio a Cristo non può iniziare che con l’assunzione del battesimo, gli studiosi si sono chiesti a quale età sia stato battezzato, traendo le relative conseguenze quanto all’età anagrafica complessiva e alla stessa datazione del martirio. […] Policarpo morirà bruciato su di una pira innalzata dai pagani con la collaborazione dei giudei»[3].
[1] U. Mattioli, Gli Atti dei martiri, in U. Mattioli ♱ – A. Cacciari – V. Neri [a cura di], Senectus III. La vecchiaia nell’antichità ebraica e cristiana, Pàtron, Bologna 2007, 541-562, p. 541. Si vedano Agostino, Discorsi 305A,2 (NBA 33, 532): « […] quali esempi di martiri, Dio volle presenti tutte le età, come pure l’uno e l’altro sesso: sono stati coronati i vecchi, coronati i giovani, coronati gli adolescenti, coronati i fanciulli, coronati gli uomini, coronate le donne.»; Id., Comm. al Vangelo di Giovanni 113,2 (NBA 24, 2, 154): «Chi dunque negò di essere discepolo di Cristo, negò la realtà che va sotto il nome di cristiano. Quanti, in seguito, e non dico vecchi o donne avanzate negli anni, che la stanchezza di questa vita poteva facilmente portare a disprezzare la morte per la confessione di Cristo; quanti in seguito, e non soltanto giovani d’ambo i sessi, dai quali pare legittimo attendersi forza d’animo, ma anche fanciulli e fanciulle e una schiera incalcolabile di santi martiri, con fortezza e violenza entrarono nel regno dei cieli, dimostrando di saper fare ciò che non seppe colui che dal Signore aveva ricevuto le chiavi del regno dei cieli (cf. Mt 16, 19)».
[2] Agostino, Commento ai Salmi 64,8 (NBA 26, 472): «importa ricordare che molti hanno subito il martirio da vecchi».
[3] Mattioli, cit., 543.
A cura di Antonio Cacciari