Vantaggi e svantaggi del telefono

Dietro a quel filo che ci tiene uniti

Il telefono è da sempre il filo invisibile che connette le persone care. Oggi, dietro la cornetta o lo schermo, si nasconde una tecnologia potentissima — intelligenza artificiale inclusa — capace di amplificare tanto il bene quanto il rischio. Imparare a conoscere meglio questo strumento è il primo passo per continuare a usarlo con saggezza e serenità.

Quante volte, aspettando una telefonata di un figlio lontano o di un nipote, abbiamo tenuto il telefono a portata di mano come si tiene un dono prezioso? Il telefono è entrato nelle nostre vite rendendo vicino chi era lontano: ha portato la voce di chi amavamo attraverso i chilometri, ha annunciato nascite e consolato lutti, ha permesso a generazioni di famiglie di restare unite nonostante la distanza. Per molti di noi, la telefonata quotidiana del figlio o della figlia è un momento atteso con la stessa tenerezza di una visita.

Oggi quel filo si è moltiplicato. Lo stesso telefono che una volta era un apparecchio con la rotella è diventato uno schermo dal quale si parla, si vedono i volti, si condividono fotografie. I gruppi WhatsApp di famiglia, i video-messaggi dei nipotini, i gruppi del coro o della parrocchia: il telefono è diventato una piccola finestra aperta sul mondo di chi amiamo. Una rivoluzione silenziosa che ci ha riservato più volte sorprese cui però ci siamo presto abituati.

C’è però un aspetto di questa evoluzione che merita riflessione. Dietro ogni telefonata, ogni messaggio, ogni chiamata in arrivo, oggi si muovono tecnologie di una complessità impensabile fino a pochi anni fa. I dati vengono elaborati, le voci possono essere riprodotte e sintetizzate, e l’intelligenza artificiale — di cui abbiamo già parlato in questa rubrica — è in grado di imitare timbri di voce e modi di parlare con una precisione inquietante. Il telefono è sempre quello di prima, ma dietro la cornetta il mondo è cambiato radicalmente.

Ciò comporta vantaggi e svantaggi. Ad esempio, c’è stato un tempo in cui il telefono era usato da anonimi che chiamavano nell’oscurità, protetti dall’impossibilità di essere identificati. Ebbene, quella figura è praticamente scomparsa. La tracciabilità dei numeri telefonici, introdotta progressivamente dalla fine degli anni Novanta, insieme alla diffusione dei cellulari e alla scomparsa delle cabine telefoniche, hanno reso molto più difficile nascondersi. La tecnologia ha risolto un problema che sembrava strutturale, dimostrando ancora una volta che gli stessi strumenti possono essere usati per proteggere, non solo per danneggiare.

Ma proprio questa potenza rende il telefono interessante anche per chi ha intenzioni meno nobili. Se un tempo il malintenzionato agiva con mezzi rudimentali — una voce, una storia inventata, un po’ di faccia tosta — oggi può avvalersi di banche dati enormi, di chiamate automatizzate, persino di voci sintetizzate dall’intelligenza artificiale per sembrare più convincente. La grande città digitale di cui abbiamo parlato in questa rubrica ha anche vicoli molto bui, e alcuni di questi vicoli passano proprio attraverso il nostro telefono.

Nei prossimi articoli esploreremo queste insidie più da vicino: dalle truffe che sfruttano le emozioni più profonde, a quelle che viaggiano sotto forma di messaggi e ci portano a consegnare dati preziosi senza accorgercene, fino alle chiamate commerciali che non sono sempre quel che sembrano. Non per spaventarci, ma per imparare — come abbiamo già visto per le fake news e per la privacy — a muoverci con consapevolezza in questo mondo che è sempre più presente e che entra dentro alle nostre vite e a volte alle nostre tasche.

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