Facciamoli pure i nostri cammini, in obbedienza ai fisioterapisti, ma non dimentichiamo che è da un bel po’ che Dio cammina verso di noi, e non si è mai stancato e mai si stancherà
È da quando ero bambino che me lo sento dire. I primi passi: “Dai, vieni, cammina!”. Tutto finiva nella gioia di un poderoso abbraccio. Adesso, ho più di 80 anni e ho sempre meno voglia di camminare. Non mancano medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti che ripetono (il tono è più professionale): devi camminare che ti fa bene! A modo mio, do retta e sto creando alcune “abitudini” (senza abitudini noi vecchi ci blocchiamo). Al mattino, abbastanza presto, esco di casa e salgo alla Rocca dove c’è la Chiesa parrocchiale di Bazzano. È un mezzo chilometro, in decisa salita, con 133 scalcinati gradini (266 con la discesa). Là non ci sono abbracci, ma qualcosa di bello c’è. Celebro le Lodi con don Paolo e don Tommaso; poi caffè e abbondanti chiacchiere. Sapeste quanto fa bene allo spirito, oltre che al corpo! Nel tardo pomeriggio, tre volte la settimana, vado a piedi all’Ospedale che dista circa un chilometro. Cammino faticoso, certamente. Ma io incomincio a sentirlo come un “pellegrinaggio ai luoghi santi”: le persone che soffrono, i parenti, il personale sono “luoghi santi”, come “la terra santa” che Mosè calpestava nel deserto di Madian.
Camminare, dunque, l’hanno fatto in tanti. Ad Abramo è stato detto: “cammina”, va via dalla tua terra. Elia “camminò” fino al monte di Dio. Ad una bimba di 12 anni Gesù dice: talità kum, alzati e “cammina”. Gesù “camminava con loro” verso Emmaus. Ma c’è un testo fondamentale che dà l’incipit, l’esempio, la forza per ogni cammino. Noi non ci pensiamo tanto, ma il primo camminatore è Dio! Ascoltiamo: “(Adamo ed Eva) udirono la voce del Signore che camminava al soffio del giorno, verso sera”. Dio cammina, anche quando l’uomo, verso sera, va a riposare, oppure quando scappa. Dio dice all’uomo: “Dove sei?” Non è il gioco da nascondiglio che si fa coi piccoli. Il “dove sei” detto da Dio non è nemmeno una domanda. È un lamento, che potremmo esprimere così: “Come mai? Cosa hai fatto? Perché ti nascondi? Ma dove vai? Io sto camminando verso di te e tu ti nascondi? Bene, dobbiamo convincerci che è già nell’Eden, è già di là che è incominciato un cammino di inseguimento da parte di Dio verso l’uomo. I nostri cammini fanno un po’ tenerezza rispetto al cammino di Dio … giunto fino al compimento: la croce del suo Figlio. Facciamoli pure i nostri cammini, in obbedienza ai fisioterapisti, ma non dimentichiamo che è da un bel po’ che Dio cammina verso di noi, e non si è mai stancato e mai si stancherà!
Don Franco Govoni
