Se torno a nascere!

Come può nascere uno che è già vecchio?

“Quella notte” non sappiamo come andò a finire con Nicodemo

Nicodemo, devi affidarti al “vento che soffia dove vuole”, devi seguire “lo spirito”: rinascerai e sarai un altro, un “vecchio nuovo”. So bene che sei un “vecchio bello”, ma cammini ancora “nelle cose terrene”. Ci sono cose “celesti” che vengono dall’Alto (Dio) e ti trasformano, conducendoti a una “vecchiaia nuova”.

Nicodemo aveva pensato a un detto sapienziale: “Se uno non è nato dall’alto non può vedere il regno di Dio”. Chissà quante volte anche lui, come tanti, si era lasciato scappare: “Se torno a nascere …”. Quella notte gli veniva data “l’occasione”! … Invece reagì con fermezza che nascondeva imbarazzo. Nella parola di quel Rabbì c’era potenza, un invito forte. Il Rabbì aveva aggiunto, infatti: “Dovete nascere dall’alto”. Reazione: “Come può nascere uno che è già vecchio”. Nella testa di Nicodemo, cosa voleva dire “uno che è già vecchio”? Secondo me, Nicodemo “rivendicava” il suo essere “vecchio”, e aveva ottime ragioni. Era “il maestro di Israele”! Possedeva quella “vecchiaia” che è maturità, dignità, capacità di insegnamento. Aveva dalla sua parte tutta la tradizione: sono circonciso, studioso della Torah, sono salito al tempio nelle feste, sono maestro, sono membro del Sinedrio … alla fine, sto bene così! Perché dovrei “rinascere”? Quel Rabbì (che è Gesù) lo incalza con un detto, apparentemente banale: “Da carne nasce carne, dallo spirito nasce spirito”, e conclude: “Il vento soffia dove vuole, ne odi il rumore, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo spirito”. Tradotto: Nicodemo, devi affidarti al “vento che soffia dove vuole”, devi seguire “lo spirito”: rinascerai e sarai un altro, un “vecchio nuovo”. So bene che sei un “vecchio bello”, ma cammini ancora “nelle cose terrene”. Ci sono cose “celesti” che vengono dall’Alto (Dio) e ti trasformano, conducendoti a una “vecchiaia nuova”. Nicodemo sembra cedere. Da “maestro” si fa “discepolo di Gesù”, e chiede: “Come può accadere questo?”. Gesù dà una risposta molto complessa (andate a leggere Giovanni 3,10-21). Quando non capisco un testo, vado a leggerne un altro, che ha le stesse parole. Ho trovato in Luca 1,34 queste parole: “Come accadrà tutto ciò, dal momento che non conosco uomo?”. È la madre del Signore che parla. Probabilmente con quel “non conosco uomo” Maria prospetta una sua via, una sua obbedienza, un suo “bene” da custodire. Ma l’Angelo le dice: “Lo Spirito santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti riparerà sotto la sua ombra”. Maria si affida allo Spirito e dice: “Ecco la serva del Signore: accada di me secondo la tua parola”. In Maria ombra, spirito, parola disegnano la sua fede. “Quella notte” non sappiamo come andò a finire con Nicodemo. Ci fa piacere che, in un’altra notte, “portò una mistura di oltre cento libbre di mirra e aloe (più di trenta chili!)”. Il vento soffia dove vuole e porta questo “vecchio”, carico di oli preziosissimi, sul monte a ungere con amore il suo amico Gesù. Come può accadere questo? Credi, può accadere!

don Franco Govoni